In questi giorni di elezioni stavo facendo un po’ di google sul web senza uno scopo preciso.
Mentre cercavo la parola CASTA mi sono imbattutto nuovamente in quello che è il tema principale di questo Blog ovvero Dmoz.
Ho approfondito quindi un po’ per conoscere meglio il mood della rete sul mondo di Dmoz Italiano ed il risultato non è stato certo una sorpresa.
Sono infatti molte le voci, i post e i commenti che hanno come oggetto un certo sospetto e malumore nei confronti di Open Directory Project.
E sono molti quelli che parlano degli editori di Dmoz in termini di casta, che insinuano favoritismi nell’inserimento di progetti propri o di amici, che parlano di mancato inserimento di competitor, che parlano di cancellazione dal listing di siti per motivi personali od economici.
Il caso più noto, ma che onestamente non conoscevo, pare essere la cacciata dagli editori di alcuni moderatori del forum di Giorgio Tave e la conseguente cancellazzione dagli elenchi di Dmoz di quello che è sicuramente il Forum più importante ed interessante in italiano per il mondo webmaster e SEO.
Ora io non conosco i dettagli di questa querelle e non voglio esprimermi, ma è certo che se la cacciata di editor è gesto più che legittimo se motivato, l’eliminazione di un sito così importante per rancori o sbagli personali sarebbe un atto gravissimo !
Su questo non ho il minimo dubbio anche se di questo caso conosco solo da una campana….per chi vuole approfondire leggete pure qui l’intera discussione.
Per quanto riguarda le altre accuse che ho trovato sul web mi sono parse per lo più frutto di ignoranza delle problematiche che porta il gestire un progetto così complesso ed articolato e quindi in genere infondate.
L’accusa che gli editori di Dmoz siano una casta o dei mafiosi credo non consideri adeguatamente il rischio di infiltrazione di editors per puri fini personali.
Chi non ha almeno una volta provato a diventare editore della categoria in cui inserire il proprio sito ?
La richiesta di diventare editore per fini meramente personali e non per contribuire ad un nobile progetto è un rischio costante e difficilmente controllabile. Questo a mio avviso giustifica tutta la diffidenza nell’accettare nuovi adepti e il loro controllo preciso in fase iniziale.
Immagino infatti che esistano vari gradi di accettazione tra gli editori; gradi che dipendono dal livello di fiducia e stima conquistato attraverso lavoro, serietà e conoscenza delle complesse regole che Dmoz in modo un po’ troppo conservatore richiede.
Con questo non voglio dire che il mondo di ODP ed in particolar modo di ODP in Italia sia completamente pulito o non compromesso….un certo livello di invischiamento c’è di sicuro e credo sia fisiologico per un progetto che richiede molto sacrificio e nessuna remunerazione.
Ma credo anche che la maggioranza delle accuse che riceve siano più frutto di piccole frustrazioni personali dei webmaster che da reale malafede.
Se un problema devo individuarlo in dmoz è sull’organizzazione del lavoro.
Ad esempio io istituirei tre figure di editori per ogni categoria che devono lavorare in team ed autostimolarsi/controllarsi. Li chiamerei Recensori, Scout e Revisori….direi siano autoesplicativi no ?
Altro aspetto che sistemerei è la creazioni di team di più revisori (almeno 10) per quelle categorie critiche per alto numero di segnalazioni e di spam. Queste si trovano per questi motivi spesso senza un editore di riferimento visto che nessuno dei “fidati” se le prende ( troppo lavoro e molti rischi ? ) e nessuno dei “non fidati” ha la credibilità per editarle.
Ma questo è fantaDmoz…….
Concludo quindi con un invito ai navigatori del web a cercare di comprendere un po’ di più i problemi gestionali di un simile progetto e agli editori di Dmoz di aprirsi un po’ di più alla trasparenza ed alla comunicazione.
Non si può infatti pretendere che il silenzio ed il non confronto non lascino spazio alle accuse che vengono dal popolo del web.

